L'ultima estate di Lisa

Non posso dire di averla conosciuta davvero. Per anni ci siamo incrociati, ogni estate, per quei quindici giorni che scorrono rapidi tra il sole e il mare. Lei e suo marito vivevano la loro vacanza con discrezione, quasi in punta di piedi, senza mai lasciar trasparire il desiderio di farsi conoscere. Erano lì, come noi, ma distanti, avvolti in un mondo che pareva chiuso agli estranei. 

Poi, quest’ultima estate, qualcosa cambiò. Lisa sorrise di più, si fermò a parlare, si lasciò avvicinare. Improvvisamente, era ovunque: nelle risate condivise, nei brindisi al tramonto, nei racconti sotto le stelle. Per la prima volta conoscemmo lei e suo marito, e fu una sorpresa scoprire in lui una persona intelligente, amorevole, leggera. 

Sembrava che il tempo, d’un tratto, avesse perso il suo peso, che quei giorni si dilatassero per farle spazio. Fu un'estate bella, di quelle che restano impresse anche quando gli echi delle risate svaniscono nel vento. Un'estate che oggi diventa memoria, il modo in cui voglio ricordarla. 

E così la immagino ora: in una lunga estate senza fine, dove il sole è gentile e il mare resta calmo o si agita ogni tanto per il gusto di farti cadere. Seduta a un tavolo con gli amici, una pizza davanti e una risata pronta a scoppiare. Forse è proprio questo che resta di noi: le estati che abbiamo vissuto e quelle che ci portiamo dentro.



 

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