Tomasi di Lampedusa, Pasolini e il Nulla Digitale
Mettiamo subito in chiaro una cosa: se leggi “Tomasi di Lampedusa e Pasolini chi cazzo sono” più di due volte in una settimana - e non su qualche forum ironico o in un meme, ma come risposta seria, onesta, non performativa, di chi davvero non ha mai sentito nominare né l’uno né l’altro, qualcosa dentro di te si incrina. Tipo quando scivoli nel sonno e sogni di cadere, ma è il tuo senso storico a precipitare. E insegni, per giunta, Culture Digitali all’università, quindi sei di quelli che ci hanno creduto, che internet avrebbe “liberato” la conoscenza, che il sapere si sarebbe orizzontalizzato, che avremmo avuto un Rinascimento di accessi illimitati e di connessioni fertili, di intelligenza collettiva (o connettiva, dipende dai punti di vista). Ma niente: “Tomasi di Lampedusa e Pasolini chi cazzo sono”, scritto così, senza neppure la cortesia di un punto interrogativo. E allora ti viene da pensare che forse l’utopia ha sbagliato protocollo. Che la democratizzazione della cultura non so...